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Prime Esperienze

Cambridge #1 - Ricordi dal passato


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
19.08.2025    |    12.613    |    0 9.0
"A proposito, non so se lo hai notato, ma non ci sono le chiavi del bagno, quindi ricordati di bussare e di tenere pulito..."
RICORDI DAL PASSATO

--- ATTENZIONE--- vai subito alla fine del racconto, dopo torna e leggi dall' inizio!

Sono trascorsi trentaquattro anni, lei è stata la mia prima ragazza e non si ricorda di me.

Il mese scorso ho impostato il mio profilo LinkedIn su ricerca lavoro. Alcuni head hunter hanno iniziato a scrivermi per avere maggiori dettagli sul mio profilo e su cosa stessi cercando.
Avendo un profilo a pagamento ho l’accesso a diverse funzioni aggiuntive e inoltre il mio profilo viene mostrato priorità superiore ai free. Negli anni ho avuto molte opportunità di cambiamento e visto il mio recidivo desidero, sono tornato alla ricerca di una nuova sfida.

La settimana scorsa ricevetti il seguente messaggio:

«Buongiorno Giorgio,
piacere di conoscerla. Mi chiamo Stefania G. e sono una head hunter specializzata nella ricerca e selezione di profili ICT & Digital.
Ho preso visione del suo profilo e l'ho trovato molto interessante ed allineato ad una ricerca che sto seguendo in prima persona sulla piazza di Milano. Mi può indicare una sua disponibilità per un incontro conoscitivo?»

Fissai un incontro tramite Google Meet per il giorno seguente. Avevo l’impressione di aver già visto Stefania; il suo viso non mi era nuovo. Probabilmente avevamo già interagito per qualche altra opportunità lavorativa in passato.
Arrivò il giorno dell’incontro. Dopo i vari convenevoli iniziammo a parlare delle mie esperienze. Più parlavo e più la mia convinzione di conoscere Stefania si trasformava in certezza.
Quando mi chiese che confidenza avevo con la lingua inglese, si accesero alcune lucine.
Le dissi che da ragazzo, tra i quattordici e i diciassette anni, trascorrevo tutte le estati in Inghilterra.

Lei si tolse gli occhiali e mi fece una semplice domanda che aprì il sipario dei ricordi: «Per caso, nel ’90 andasti a Cambridge?»

«Non ci posso credere, tu sei Stefania G. ! Ero certo di conoscerti, ma non riuscivo a focalizzare. Certo siamo cresciuti e un po' cambiati, ma tu sei rimasta bellissima e non puoi capire che piacere ed emozione sto provando ora.»

«Giorgio perdonami, non ti avevo assolutamente riconosciuto e non potevo assolutamente immaginare di ritrovarti in questo modo fortuito e veramente strano, non ero assolutamente preparata.»

«Tranquilla, sono passati tanti anni, comprendo la situazione. Per me è diverso: tu sei stata la mia prima esperienza con una donna e questa cosa non è facile da dimenticare. Mi ricordo che tu, invece ne avevi già avute altre e poi sei anni di differenza erano importanti allora.»

Continuammo a parlare, dimenticandoci del colloquio di lavoro. Chiudemmo la chiamata dopo un’ora solo perché avevamo entrambi altri appuntamenti, comunque ci scambiammo la promessa di un futuro incontro.

La mia breve storia con Stefania iniziò quando mio padre mi diede carta bianca per scegliere il college inglese da frequentare per l’estate. All’ epoca internet ancora non era una fonte di informazioni utilizzabile, non esisteva il buon Google; perciò, mi affidai all’ esperienza di un’agenzia viaggi che mi consigliò come destinazione Cambridge con relativo College.
Gli anni precedenti ebbi l’opportunità di essere ospite presso delle famiglie; tuttavia, volli provare una maggiore libertà d’azione e pertanto seguii il suggerimento dell’agenzia.

Il corso intensivo di inglese sarebbe durato due mesi da inizio luglio a fine agosto.
Quando arrivai al college, il primo giorno ci illustrarono il programma e le regole da seguire. Il mio supervisore mi spiegò che la giornata tipo sarebbe stata molto serrata: dalle otto alle nove la colazione poi fino alle 12 in aula e poi il pranzo fino alle 14, dopo sarei stato libero fino all’ora di cena. Non c’erano limitazioni, potevo andare ovunque, anche fuori dal college. Tuttavia, ero minorenne, quindi per uscire dal college prima e dopo cena era obbligatorio che mi aggregassi ad un gruppo di studenti maggiorenni. Inoltre, il supervisore mi spiegò che per ottimizzare l’apprendimento della lingua avrei dovuto frequentare solo ragazzi di altre nazionalità e che l’assegnazione del mio alloggio avrebbe seguito la stessa regola, quindi dormitorio maschile, con stanza singola, bagno condiviso insieme ad altri diciannove ragazzi di nazionalità diverse.

La congiunzione astrale non fu d’accordo né tantomeno il famoso fattore C (culo) con le regole. L’alloggio che mi venne assegnato fu all’ interno del dormitorio femminile e la maggior parte delle ragazze era di nazionalità italiana con un’età variabile dai 16 ai 26 anni.
La palazzina del dormitorio era su due piani, con dieci stanze private per piano e tre bagni comuni sempre per piano. La mia stanza si trovava al secondo piano, era la numero cinque e uno dei bagni era di fronte alla mia porta.

Fui l’unico essere umano di sesso maschile ospitato nell’edificio e la vacanza studio fu per me l’esperienza migliore della mia vita.

Di indole ero e sono tutt’ora una persona timida, ma che sa approfittare delle opportunità. Il primo giorno non capii esattamente la situazione, ma me ne resi subito conto il giorno seguente alla mattina, quando dovetti condividere il bagno con le mie vicine di stanza.

La prima che conobbi fu Elena, una rossa di 17 anni con i capelli a caschetto, molte lentiggini, longilinea un seno armonioso e delle bellissime gambe.
Mi stavo dirigendo in bagno per lavarmi il viso e i denti, quando la porta si aprì ed Elena si immobilizzò fissandomi con sguardo interrogativo e soprattutto in imbarazzo: era praticamente nuda, indossava solo il reggiseno e delle mutandine con dei cuoricini rosa, sul braccio, piegato, un asciugamano che immediatamente stese per coprirsi.
Io le dissi “Ciao”, lei mi rispose nello stesso modo e corse in camera, io invece entrai nel bagno.

La scena si ripeté al contrario alla mia uscita. Questa volta conobbi Stefania: una ragazza di ventidue anni, alta come me, un seno abbondante e una cascata di capelli rossi e ricci che le arrivavano fino sopra il sedere. Indossava un paio di occhialini tondi molto sexy e una vestaglietta di seta con decorazioni floreali.

«Ciao sono Stefania, a quanto mi sembra di capire non sei una ragazza, che ci fai qui?»

«Ciao sono Giorgio, sono arrivato ieri e mi hanno assegnato la stanza numero 5. Ci sono stati un po' di problemi di sovraffollamento del campus e solo in questo dormitorio c’era una stanza libera, quindi eccomi qua!»

«Piacere Giorgio, te lo hanno fatto piccolo lo scherzo. Lo sai che qui siamo solo donne e i bagni sono pochi? Sarà un periodo divertente per te, comunque se ti servisse un aiuto per orientarti fammi sapere, io sono alla 4. A proposito, non so se lo hai notato, ma non ci sono le chiavi del bagno, quindi ricordati di bussare e di tenere pulito. Se ti serve il Bagno vicino le scale ha la chiave, ma non la doccia.»

In quel momento non pensai a eventuali problemi di convivenza, ma solo alle tante ragazze presenti. Il fatto di incontrare subito una seminuda e un’altra veramente bella, con un accento milanese sexy e birbantello era il miglior auspicio che potessi avere.

Tornai in camera e iniziai a disfare i bagagli che ancora erano nelle valigie, pensando a come sarebbe stato vivere circondato da tutte quelle ragazze. Poco dopo sentii bussare alla porta. Era di nuovo Stefania, questa volta con indosso un paio di shorts e una maglietta attillata.

«Ciao Giorgio, volevo solo dirti che stasera organizziamo una festa di benvenuto per te. Sai, non capita spesso di avere un ragazzo qui nel dormitorio. Sarà divertente!»

«Grazie Stefania, non vedo l'ora!» risposi entusiasta.

La sera arrivò in un baleno. Scesi nella sala comune e trovai tutte le ragazze del dormitorio ad aspettarmi. C'era musica, cibo e tante risate. Mi sentivo un po' in imbarazzo ad essere l'unico uomo, ma le ragazze mi misero subito a mio agio.

Stefania mi presentò alle sue amiche. C'era Giulia, una mora con gli occhi verdi e un sorriso contagioso. Poi Francesca, timida e riservata ma con uno sguardo dolce. E infine Laura, una biondina vivace e sempre in movimento.

La serata proseguì tra chiacchiere, scherzi e qualche bicchierino di bevande ambigue. Ad un certo punto, Stefania mi prese da parte.

«Allora Giorgio, come ti sembra la vita nel dormitorio femminile finora?» mi chiese con un sorriso malizioso.

«Direi...interessante!» risposi ricambiando il sorriso. «Credo proprio che mi troverò bene qui.»

Lei si avvicinò di più. Sentivo il suo profumo inebriante. «Ne sono sicura» sussurrò. «E se avessi bisogno di qualcosa, sai dove trovarmi.»

Con quelle parole tornò dalle sue amiche, lasciandomi con il cuore che batteva all'impazzata e la mente piena di possibilità su cosa sarebbe potuto accadere in quel dormitorio. Una cosa era certa: la mia vacanza studio non sarebbe stata affatto noiosa!

Mi ricordo che la prima settimana passò in fretta, legai con tutte le ragazze del piano. Ero sempre disponibile per risolvere i piccoli inconvenienti domestici delle stanze, quali malfunzionamenti delle luci o dei phon e cose simili. La sera ci divertivamo a scoprire pub e discoteche. Fortunatamente io ho sempre dimostrato più anni di quelli che avevo e i documenti li chiedevano solo alle ragazze evidentemente giovani, pertanto venivo sfruttato per comprare birre e alcolici che poi usavamo nelle festicciole private nel dormitorio.

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Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!

Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
-Ricordi dal Passato
-Obbligo o Verità
-La prima volta che comprai i preservativi
-Sopraffatto da due ragazze
-Shopping da Harrods
-La comodità di un letto
-In tre la festa è più divertente
-Un Tatuaggio molto intimo
-Gita al Kioto Garden
-La villa del peccato
-Fidanzamento a porte aperte
-Caccia ai 7 nasi di Soho
-Epilogo

Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà! Scrivetemi qui o mandatemi un telegramma il nickname è lo stesso che uso su tutti i social.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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